Telefono Grillo Siemens Aperto

Telefono Grillo Siemens: la rivoluzione pop che ha anticipato i cellulari a conchiglia

A metà degli anni ’60, la telefonia era un’esperienza rigidamente statica. Gli apparecchi telefonici erano pesanti sculture di bachelite o plastica scura, ancorati a pareti o tavolini da salotto, con cornette massicce collegate da spessi cavi a spirale. Nel 1965, i leggendari designer Marco Zanuso e Richard Sapper decisero di spezzare questa staticità per Siemens (SIT Siemens). Nacque così il Telefono Grillo, un capolavoro di ergonomia, tecnologia ed estetica Pop che non solo ha vinto il premio Compasso d’Oro nel 1967, ma ha anticipato di trent’anni il design dei telefoni cellulari a conchiglia (flip phone).

Il Grillo rappresenta una delle pietre miliari del design industriale italiano, oggi esposto nelle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo, tra cui il MoMA (Museum of Modern Art) di New York e l’ADI Design Museum di Milano.


La rivoluzione della conchiglia: un unico corpo integrato

La vera innovazione formale del Telefono Grillo risiede nell’elimazione della classica distinzione tra la base del telefono e la cornetta. Zanuso e Sapper progettarono un unico blocco in plastica ABS lucida che, quando richiuso, ricordava una piccola conchiglia liscia o un ciottolo levigato dall’acqua, lungo appena 16 centimetri.

Telefono Grillo Siemens bianco chiuso a conchiglia
Il Telefono Grillo chiuso, dove mostra la sua forma pura ed organica. (Foto: CC BY-SA 4.0)

La magia avveniva all’apertura. Attraverso un ingegnoso meccanismo a scatto con cerniera, l’apertura del guscio sollevava automaticamente il microfono posizionato all’estremità inferiore, attivando contemporaneamente la linea telefonica. Questo concetto di apertura e risposta automatica con un solo gesto ha gettato le basi per l’esperienza d’uso che decenni dopo avrebbe caratterizzato i telefoni mobili pieghevoli, come il celebre Motorola StarTAC degli anni ’90.

Questo approccio flessibile e antropomorfo fa parte di una stagione straordinaria per il design italiano, in cui gli oggetti smettevano di essere monumenti rigidi per diventare compagni di gioco interattivi, come accadeva con la celebre sedia Poltrona Sacco di Zanotta o la lampada Eclisse di Vico Magistretti.


Il frinire dell’insetto: la suoneria reinventata

Il telefono deve il suo nome, “Grillo”, a due caratteristiche specifiche che richiamano l’insetto dei campi:

  1. La forma aerodinamica: che da aperta ricorda la postura di un grillo pronto a saltare.
  2. Il suono di chiamata: Zanuso e Sapper decisero di sostituire il classico e aggressivo squillo metallico dei telefoni dell’epoca con un “frinire” elettronico delicato, simile al canto dell’insetto.

Per ottenere questo risultato e mantenere il corpo del telefono il più leggero e piccolo possibile, i progettisti compirono un miracolo ingegneristico: spostarono l’intero gruppo della suoneria all’interno della presa a muro a forma di spina (che risultava per questo insolitamente grande), lasciando nel guscio del telefono solo i componenti essenziali per la trasmissione della voce.

Modello in legno del telefono Grillo Giovanni Sacchi
Il rarissimo modello in legno dell’apparecchio Grillo con dime, realizzato da Giovanni Sacchi nel 1964. (Foto: Fondazione Isec, Fondo Giovanni Sacchi, CC BY-SA 4.0)

Anche il selettore dei numeri fu riprogettato: il tradizionale disco combinatore rotante fu ridotto nelle dimensioni e dotato di un sistema a micro-pulsanti nascosto dietro ogni foro per la selezione, eliminando la necessità del classico e ingombrante fermo in metallo.


Il sodalizio Zanuso-Sapper e la Pop Art

Il Grillo non è un caso isolato, ma il frutto dello studio milanese in cui Marco Zanuso e Richard Sapper hanno ridefinito la tecnologia domestica del dopoguerra. Per Brionvega, lo stesso duo creativo firmò capolavori come la mitica Radio Cubo TS502 nel 1964, condividendo la stessa filosofia di volumi geometrici che si aprono per rivelare la propria funzione.

Grazie all’uso della plastica ABS, il Grillo fu commercializzato in tonalità accese e pop: rosso, arancione, giallo, verde oliva, oltre al bianco e al grigio. Il telefono si trasformava così da strumento puramente funzionale a macchia di colore, espressione di uno stile di vita moderno, dinamico e proiettato verso il futuro.


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